Cosa succede alla cessione del quinto se vado in pensione?

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Cosa succede alla cessione del quinto dello stipendio se, nel frattempo, si raggiunge l’età pensionabile? Questa è una domanda che, giustamente, molti consumatori si pongono. In particolare, è probabile che il quesito susciti curiosità e dubbi soprattutto a coloro che starebbero pensando di accedere alla cessione del quinto dello stipendio ma che potrebbero passare allo status di pensionati quando il piano di restituzione è ancora in corso.

La risposta può sembrare scontata ma, in realtà, non lo è. Solo di recente, infatti, sono emerse delle importanti novità che facilitano la gestione del finanziamento.

Il meccanismo della traslazione

In base a quanto stabilito dalla legge, in circostanze del genere si verifica di fatto una traslazione da cessione del quinto dello stipendio a cessione del quinto della pensione. In buona sostanza, il richiedente che raggiunge l’età pensionabile ma che ha rimborsato solo una parte del finanziamento potrà proseguire il piano di rimborso attraverso il quinto della pensione.

Dunque, cambierà l’interlocutore con il quale ti interfaccerai. Con la cessione del quinto dello stipendio, infatti, ad occuparsi di trattenere mensilmente la rata è il datore di lavoro. Il passaggio al quinto della pensione implica che quest’onere spetti all’ente pensionistico. È questa una delle principali novità a seguito dell’aggiornamento della convenzione INPS.

Cosa accadeva in passato?

Prima della pubblicazione della nuova convenzione, l’INPS non consentiva ai neo pensionati di rinnovare il contratto stipulato precedentemente sotto forma di cessione del quinto dello stipendio. Si trattava, dunque, di un bel grattacapo sia per le banche che per i consumatori.

L’impossibilità di traslare il finanziamento, infatti, obbligava l’ente erogante a fare delle valutazioni approfondite sulla durata della cessione del quinto. In linea generale, l’orientamento era quello di stipulare un finanziamento con durata massima non superiore al contratto di lavoro.

Trattandosi di contratti a tempo indeterminato, la valutazione si concentrava sul conteggio degli anni che separavano il lavoratore dal raggiungimento dell’età pensionabile. Ad esempio, se il richiedente necessitava di lavorare per altri cinque anni, le banche tendevano a concedere un prestito tramite quinto dello stipendio non superiore ai cinque anni.

Con questa modifica, invece, non ci sarebbero particolari problemi rispetto alla durata del finanziamento. Infatti, il richiedente potrebbe continuare a restituire il finanziamento tramite trattenuta del quinto dalla pensione, al netto delle doverose valutazioni che l’ente erogante dovrà effettuare sulla cosiddetta quota cedibile.

Quali sono le differenze tra il Quinto dello Stipendio e il Quinto della Pensione?

Alcune delle differenze tra quinto dello stipendio e quinto della pensione potrebbero sembrare ovvie, altre sono più sottili e meritano, dunque, di essere analizzate nel dettaglio. Aspetti come il target a cui i due finanziamenti si rivolgono e la fonte di reddito da utilizzare per il pagamento della rata sono abbastanza intuitivi.

Diverso è, invece, il caso delle garanzie, delle polizze assicurative e della durata del finanziamento. In generale, vale la regola che la cessione del quinto può avere una durata massima di dieci anni. È anche possibile, in molti casi, rinnovare il finanziamento.

Durata

Per quanto riguarda il quinto dello stipendio, ogni discorso relativo alla durata del prestito è legato al contratto di lavoro. In presenza di un contratto a tempo indeterminato, la flessibilità è senza dubbio maggiore. Al contrario, con un contratto a tempo determinato, la durata della cessione del quinto dello stipendio non potrà eccedere quella del contratto di lavoro.

La durata della cessione del quinto della pensione è generalmente legata all’aspettativa di vita del pensionato. A tal proposito, ti consigliamo di leggere il nostro approfondimento sul tema dell’età massima fino alla quale è possibile richiedere la cessione del quinto della pensione. Ti anticipiamo che esistono delle tendenze di carattere generale ma che la decisione rispetto alle questioni anagrafiche è a discrezione del singolo istituto bancario.

Garanzie

Sia per il quinto dello stipendio che per quello della pensione, la garanzia principale è rappresentata dalla fonte di reddito del richiedente. Anche in questo caso, però, vi sono delle differenze di cui è doveroso tener conto. Per i dipendenti, infatti, le banche effettuano delle valutazioni rispetto alla quota di TRF accantonata. Essa, infatti, potrebbe servire ad estinguere il finanziamento in caso di perdita del posto di lavoro da parte del richiedente.

Non a caso, la categoria dei lavoratori neoassunti incontra maggiori difficoltà ad accedere a questo finanziamento, proprio in virtù di un TFR basso. Non vi sono, invece, questi problemi per la categoria dei pensionati.

Polizze assicurative

Dai discorsi che abbiamo fatto sulle garanzie evincono alcune problematiche di cui è impossibile non tener conto, sia per le banche che per i consumatori. In particolare, è necessario garantire protezione sia all’ente erogante che al beneficiario dai rischi di perdita del posto di lavoro e dal rischio morte.

Il grado di rischio, chiaramente, varia a seconda del contratto di lavoro e dell’età del richiedente. Ad esempio, ad un dipendente pubblico o statale è associato un livello di rischio di perdita del lavoro sensibilmente più basso rispetto ad un dipendente privato. Al contrario, per i pensionati il pericolo di una dipartita nella fase in cui la restituzione del finanziamento è ancora in corso è, chiaramente, più elevato.

Per tali ragioni, esiste l’obbligo per i dipendenti di sottoscrivere una polizza rischio vita ed una polizza rischio impiego. Al contrario, per i pensionati è sufficiente la sola polizza rischio vita. L’assicurazione cessione del quinto è, dunque, una forma di tutela non solo per l’ente erogante e il consumatore finale ma anche per gli eredi di quest’ultimo.

Considerazioni finali

Abbiamo, dunque, visto cosa succede alla cessione del quinto in caso di raggiungimento dello status di pensionato quando la restituzione del finanziamento è ancora in corso. Le novità introdotte dall’INPS vanno in direzione di una maggiore flessibilità per il passaggio da cessione del quinto dello stipendio a cessione del quinto della pensione.

Questa fattispecie esenta il beneficiario dall’obbligo di una estinzione anticipata del finanziamento che, magari, sarebbe stata effettuata attingendo a parte del TFR. Di seguito, il link per accedere al documento INPS in cui si definiscono i vari passaggi per le operazioni di traslazione su pensione delle cessioni da stipendio.

Comunicato INPS 13 Gennaio 2023

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