Certificato di stipendio a uso cessione del quinto: cos’è e a cose serve

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Il certificato di stipendio a uso cessione del quinto è un documento molto prezioso quando si richiede una cessione del quinto dello stipendio. Del resto, questa tipologia di finanziamento prevede come garanzia principale proprio la busta paga del richiedente. Dunque, ai fini della concessione del prestito, risulta assolutamente fondamentale il contributo del datore di lavoro. Maggiore è la velocità con cui si reperiscono i documenti richiesti dagli istituti di credito, minori saranno i tempi di approvazione e di erogazione.

In questo articolo andremo a vedere a cosa serve, chi deve rilasciarlo e le tempistiche per ottenere il certificato di stipendio a uso cessione del quinto.

Cos’è il certificato di stipendio a uso cessione del quinto?

Se hai intenzione di presentare ad una banca o ad una finanziaria domanda per l’ottenimento di una cessione del quinto, sappi che uno dei primi documenti che ti verrà richiesto è proprio il certificato di stipendio. Grazie a questo documento, infatti, l’ente erogante potrà accedere ad una serie di informazioni cruciali rispetto alla decisione di approvare o meno la domanda di prestito. Nel certificato di stipendio sono presenti due informazioni molto importanti:

  • L’importo netto percepito mensilmente dal lavoratore dipendente;
  • La quota di TFR accantonata.

Conoscendo l’importo netto in busta paga, per le banche diventa praticamente un gioco da ragazzi calcolare l’importo della rata mensile. Ricordiamo, infatti, che la cessione del quinto dello stipendio prevede che la rata massima per il rimborso del prestito non superi il 20% dello stipendio netto del richiedente. Dunque, su uno stipendio di 1.000 euro, la tua rata mensile non potrebbe andare oltre i 200 euro.

Altra garanzia richiesta dalle banche per le cessioni del quinto dello stipendio è la quota di TFR accantonata. Maggiore è l’importo del TFR, minori saranno le resistenze degli istituti a concedere il finanziamento. Un TFR basso, soprattutto in caso di cessione del quinto a dipendenti privati, potrebbe rappresentare un ostacolo perché, in caso di licenziamento o perdita del posto di lavoro, la quota accantonata potrebbe non essere sufficiente a garantire il rimborso del prestito. Va, comunque, ricordato che, ai fini dell’erogazione di questa tipologia di finanziamento, è fondamentale la stipula di due polizze assicurative:

  1. Polizza rischio vita;
  2. Polizza rischio impiego.

Chi rilascia il certificato di stipendio?

L’iter per l’ottenimento di questo documento non è molto complicato. Si tratta, infatti, di inoltrare una richiesta al reparto amministrativo dell’azienda per cui lavori. Sotto il profilo delle tempistiche, il documento potrebbe esserti rilasciato anche in pochi giorni. Non possiamo esprimerci con certezza rispetto a questo elemento, in quanto molto dipende anche dalla tipologia di azienda e dalle procedure interne previste per il rilascio di tali documenti.

Quali sono gli altri dati contenuti nel certificato di stipendio?

Il certificato di stipendio contiene anche delle informazioni rispetto all’azienda per la quale lavori, in particolare il capitale sociale ed il numero di dipendenti. Si tratta di informazioni molto importanti, soprattutto per quanto concerne le domande di cessione del quinto provenienti da dipendenti privati.

La banca, infatti, per le aziende del comparto privato, prende in grande considerazione anche il profilo dell’impresa presso la quale sei assunto. In linea di massima, potrebbe essere meno complicato ottenere una cessione del quinto se lavori presso un’azienda medio/grande, dunque composta da molti dipendenti, con un contratto a tempo indeterminato ed una buona quota di TFR accantonata.

Il datore di lavoro è obbligato a rilasciare il certificato di stipendio?

In un articolo ad hoc abbiamo descritto quali sono i vari obblighi del datore di lavoro sui finanziamenti tramite cessione del quinto. In verità, non sarebbe obbligatorio per il tuo datore rilasciare il certificato di stipendio né tantomeno l’atto di benestare. Verrebbe, però, da interrogarsi sulle motivazioni che potrebbero spingere un datore di lavoro a non rilasciare questi documenti.

In linea generale, infatti, il tuo datore di lavoro non può opporsi alla tua legittima richiesta di accesso alla cessione del quinto. Anzi, nel caso in cui il finanziamento ottenga l’approvazione, l’amministrazione della tua azienda è parte attiva della gestione delle modalità di rimborso. Spetta, infatti, al comparto amministrativo provvedere mensilmente al trattenimento dell’importo della rata che andrà versata all’istituto di credito erogante.

A questo punto, però, potrebbe venire naturale chiedersi cosa fare nel caso in cui non sia possibile procurarsi il certificato di stipendio a uso cessione del quinto. In realtà, potresti aggirare l’ostacolo richiedendo l’attestato di servizio. Si tratta di un documento tramite il quale il tuo datore di lavoro dichiara che tu lavori regolarmente presso quell’impresa e che sul tuo capo non pendono provvedimenti disciplinari in corso.

Altre strade percorribili sono quelle che prevedono l’utilizzo delle ultime buste paga come base di calcolo della rata oppure la tua ultima dichiarazione dei redditi. Si tratta di documenti che potrebbero essere più datati e meno aggiornati rispetto al certificato di stipendio ma che, comunque, potrebbero tornare utili ai fini dell’approvazione della domanda di prestito.

Il certificato di stipendio serve soltanto per le cessioni del quinto?

Questo documento ti verrà richiesto anche nel caso in cui tu decida di presentare domanda per un prestito delega. In tal caso, si tratta di un finanziamento, noto anche come doppio quinto, tramite il quale è possibile arrivare ad impegnare fino al 40% dello stipendio netto mensile. L’operazione è, però, molto più complessa e richiede l’approvazione anche da parte del datore di lavoro.

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